Il lavoro ed il business nel mondo élite

Lavorare nell’ambiente élite è molto diverso dal lavorare nella massa. Il livello di competenza e di efficacia nelle aziende élite è ad un livello molto più alto che nelle aziende della massa, a tutti i livelli gerarchici, dalla receptionist al direttore.

L’aspetto principale che contraddistingue le due categorie, è che nelle aziende élite tutto ha un senso. Il secondo aspetto è quello economico e finanziario, e cioè che a livelli élite ci sono i soldi per fare qualunque cosa si voglia, al meglio. Nell’ambiente élite “si ragiona con i soldi fra i denti”. Le negoziazioni e le trattative esistono, ma sono secondarie rispetto all’efficacia ed al valore dei prodotti e serivizi offerti e comprati. L’elite sa riconoscere il valore e vuole il meglio.

Le dinamiche di lavoro dei reparti marketing élite sono off-limits, inarrivabili, dai professionisti della massa.

Venendo al marketing, i marketing managers ed I managers incaricati si scegliere le risorse umane per le squadre di produzione ed i professionisti esterni (freelancers) sono individui che non si fanno trarre in inganno dalle apparenze e dal carisma di persone o presentazioni. Sanno riconoscere il valore del libro dal suo contenuto, e non giudicano dalla copertina. Se non proponi sostanza, non puoi essere preso in considerazione dall’élite, almeno che non sia per ruoli o mansioni in cui l’apparenza gioca un ruolo chiave.

Il 95% dei professionisti che forniscono prodotti o servizi prodotti con apparecchiatura tecnologica, come fotografi, videografi, designers, editors, ecc., non sono in grado di lavorare con l’elite.

Recentemente ho avuto un incontro con il titolare di uno studio di produzioni video e cinematografiche in Toscana con una fascia di clientela medio alta, che mi raccontava che non riuscivano ad acquisire clienti élite, le aziende con marchi noti nel mondo della moda. Il motivo era che le loro produzioni non erano all’altezza di soddisfare quel tipo di clientela. Erano così fieri del proprio lavoro che non mi sono sentito di dirgli la verità, limitandomi ad offrirmi come regista ed editor per nuovi progetti.

La regia nelle produzioni audiovisive è molto importante. Il regista è colui che deve raccontare una storia attraverso immagini in movimento. È un mestiere molto difficile, che richiede competenze di comunicazione non indifferenti. La tecnologia è oggi alla portata di tutti, e questo ha fatto si che il business degli audiovisivi, come di tutti gli altri tipi di produzioni multimediali (fotografia inclusa), sia stato saturato da improvvisati.

Con quest’azienda toscana non abbiamo proseguito per motivi di ego del titolare, regista incompetente, che non poteva accettare di perdere quel ruolo, nonostante fosse consapevole del fatto che aveva bisogno di me come regista per poter accedere all’élite.

L’incompetenza limita, ma l’ego preclude dal crescere, nonché finire per diventare un danno all’economia di un paese, se si considera il tutto da una prospettiva imprenditoriale.

I soldi sono nell’élite, la carriera è possibile nell’élite, il successo è nell’élite. Tutti gli altri passano il tempo, giocano e prima o poi falliscono, incolpando equitalia.

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