Capitalismo

l mondo sta passando un momento molto brutto. Con il passare degli anni, ormai da venticinque anni, un numero sempre maggiore di persone sta sempre peggio, mentre sempre meno persone stanno sempre meglio. Va di moda asserire che il problema è il capitalismo, o meglio nel sistema economico capitalista. Si dice che “il capitalismo è una ghigliottina sul collo della gente”. Ma siamo sicuri che sia proprio il capitalismo il vero problema?

Il capitalismo è un sistema economico che si basa sul concetto che il capitale è quello che server ad ognuno a creare profitto. Ci sono diversi tipi di capitale, fra questi quello finanziario (i soldi), quello naturale e quello umano.

Il capitale umano è suddiviso in capitale sociale, capitale intellettuale, capitale fisico, il talento, le abilità e altri tipi che fanno parte delle risorse umane. Il capitale naturale è suddiviso in capitale animale, vegetale, geologico, e altro che fa parte della natura.

Quello che contraddistingue l’uomo dagli animali e dagli altri esseri viventi sul pianeta non è solo la parola e la consapevolezza della morte, bensì le capacità produttive.

Non esiste niente che non si faccia per fini di produttività e non esiste niente che possiamo produrre senza l’investimento di qualche tipo di capitale!

Dire che il capitalismo è una ghigliottina sul collo della gente è un’offesa alla meritocrazia e un inno al comunismo, quel tipo di economia che prevede che lo Stato possieda tutti gli strumenti di produzione (aziende) e che poi distribuisca i profitti in parti uguali al popolo. Il comunismo è il viatico verso l’inviluppo e il regresso, mentre il capitalismo è il viatico per lo sviluppo e il progresso.

Allora dove sta il problema del malessere sociale di oggi, se non nel capitalismo? Il problema sta nel fatto che sono troppi pochi quelli che hanno a disposizione o sanno acquisire capitale e che lo sanno usare per produrre. In altre parole, sono troppi pochi quelli che sanno sfruttare il capitalismo.

I dati sulla distribuzione della ricchezza mostrano chiaramente che quelli che stanno bene sono sempre meno, e stanno sempre meglio, mentre quelli che stanno male aumentano sempre di più e stanno sempre peggio. La ragione di questa disuguaglianza va ricercata nel fatto che sono sempre meno le persone in grado di creare e scambiare valore.

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