Cosa serve all’Italia?

Scrivo questo articolo dopo aver sentito le risposte degli “esperti” economisti, politici, ecc., che parlano parlano ma non dicono nulla. Il mio blog non contiene pubblicità. Non monetizzo da quello che scrivo. Scrivo nella speranza di raggiungere qualche italiano dotato di pensiero critico e di intelligenza, perché solo loro mi interessano e perché solo loro possono fare qualcosa di utile e di sano per sto paese e per l’umanità. Quindi, a voi mosche bianche… fratelli…

All’Italia servono imprenditori veri. Per imprenditori veri intendo quegli individui in grado di creare valore nelle aziende per poterle usare per sfruttare il sistema finanziario. Questi sono i soli che oggi, nel XXI secolo, possono chiamarsi imprenditori.

L’Italia sta all’imprenditoria come mia nonna sta al salto con l’asta.

Urlate pure quanto volete, ma questa è la verità, inconfutabile. Alcuni mi hanno risposto “ahhhh ma che dice Cripezzi… l’Italia è piena di persone con ottime idee…!”. Altri mi hanno risposto roba del tipo “Ma che dice… In Italia ci sono fiori di aziende che dominano i mercati…!” e proseguono citando i nomi di alcune grandi aziende, parti di gruppi internazionali.

  1. Le idee per trasformarsi in imprese hanno bisogno di persone in grado di metterle in esecuzione. Le idee da sole, non fanno un imprenditore.
  2. Il benessere del paese non è la conseguenza delle grandi, ma delle piccole e medie imprese. Sono quest’ultime che fanno l’economia del paese.

Vedete… questo è il livello di competenza che hanno questi “esperti”, che non sanno nulla ma che parlano alla gente. Questi sono quelli che vengono ascoltati dalla gente, perché la gente si fa ingannare dai titoli attribuiti da attestati del ministero dell’istruzione. La scuola, cari i miei italiani, è una gran presa per i fondelli. Lo dicono anche i docenti (ne conosco diversi) e lo dicono anche gli studenti. Gli ultimi due studenti universitari con cui ho parlato, fra l’altro laureati, mi hanno detto “Ecco come parlare anche solo un’ora con imprenditore può distruggerti tutto quello che hai imparato a scuola e che hai creduto potesse servirti a qualcosa nella vita”. Un’altro, dottore in economia e commercio, non sapere rispondere chiaramente e velocemente alla domanda “cos’è l’economia” e alla domanda “cosa sono le banche”.

Siamo messi molto male, non solo perché lo Stato fa di tutto per metterci i bastoni fra le ruote, ma più che altro perché la gente ascolta gente che non ne sa niente sul vero problema dell’Italia e su come risolvere. La gente ascolta dei quaquaraqua pagati per ingannare, e siccome questi sono molti e con onorificenze (conferite dalle istituzioni (Stato)), allora non prendono in considerazione quello che di VERO gli viene fornito da chi, come me, non è conosciuto ma che sa come stanno veramente le cose.

Quindi cosa serve all’Italia? All’Italia servono imprenditori veri e persone che formano i giovani aspiranti imprenditori, a fare business nel difficile mondo di oggi, un mondo in cui la concorrenza non è solo forte, ma è spietata, una concorrenza che ricorre al gioco sporco e sleale, tal’è il gioco giocato dalle grandi marche e dalle multinazionali che si comprano cariche istituzionali (pubbliche e private) per farsi leggi che agevolano sempre di più il loro operato e la loro ascesa, mentre, al tempo stesso, rendono la vita sempre sempre più un inferno alla gente, questi artigiani, professionisti e lavoratori dipendenti.

Le verità profonde, quelle che ti permettono di farcela nella vita, verità su come funziona il mondo, il Sistema, la finanza, l’economia, la politica e altro più o meno correlato al fare soldi al mondo d’oggi, non le dice nessuno. Perché? Perché la gente deve rimanere povera e debilitata, sfruttabile e controllabile senza rischi di rivolte.

L’Italia ha bisogno di persone preparate che riescano a creare aziende che possano competere contro le grandi. Solo l’innalzamento della competenza imprenditoriale si può contrastare il dominio delle grandi, si creano posti di lavoro e si può sperare in un riequilibrio della distribuzione della ricchezza.

All’Italia servirebbe molto di più, ma siccome il benessere economico è la conseguenza della ricchezza spirituale (conoscenza, preparazione e competenza), allora risolvere il problema economico significherebbe anche risolvere anche il degrado sociale a tutto tondo.