Quello che sta succedendo nel mondo, fin dall’inizio del 2020, con la scusa di un’influenza stagionale spacciata per peste bubbonica, è l’inizio della fine per moltissime persone in tutto il mondo, condannate a perdere tutti i diritti, anche quello a procreazione, e all’eliminazione, secondo i piani per l’Agenda 21 e Nuovo Ordine Mondiale.

L’Agenda 21 è un progetto coordinato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, promosso come progetto per la sostenibilità, mentre invece è un progetto per la riduzione della popolazione mondiale, al fine ultimo di ripristinare gli equilibri fra produttività e consumi sul pianeta Terra.

Siamo troppi, consumiamo troppo e produciamo troppo poco. Siamo considerati zavorra al progresso dell’umanità, una zavorra che vogliono eliminare, per risanare il danno che abbiamo causato nel mondo, in più di cent’anni vissuti sotto l’insegna dell’avidità, della corruttibilità e dell’incuranza.

“Abbiamo pisciato fuori dal vaso”, come si suol dire, e adesso è arrivato il momento di pagare il prezzo.

Ci sono persone che hanno il potere di decidere per tutto e per tutti sulla Terra, che hanno deciso di correre ai ripari, per evitare il peggio, cioè l’ingrippo della macchina produttiva su cui si basa il progresso e l’evoluzione della specie umana.

Puntano a ridurre la popolazione del 90 per cento, ed è un obiettivo che verrà raggiunto entro la fine del XXI secolo (Agenda 21). Il problema più grande e più grave lo hanno quelli in vita adesso, perché si dovranno adeguare a un nuovo Sistema governativo e istituzionale, il Nuovo Ordine Mondiale, che impedirà alla gente, cioè agli individui che appartengono alla classe sociale massa, di vivere in libertà.

Quello che sta per succedere è che miliardi di persone in tutto il mondo perderanno tutti i diritti, anche quello agli spostamenti. La gente potrà muoversi solo per andare a lavorare, limitati nel raggio d’azione dalle loro abitazioni. La gente esisterà solo per lavorare, controllate a vista sotto tutti gli aspetti della vita, e chi tenterà di ribellarsi verrà eliminato, dal circuito produttivo, economico e finanziario, il che significa che non gli sarà permesso lavorare, percepire reddito e, quindi, sostenersi. Sarà un’eliminazione conseguenza dell’impossibilità di giocare un ruolo produttivo nella società, e siccome produrre è il senso della vita, chi non produrrà, non potrà vivere, e morirà.

Chi riesce a capire la gravità di tutto questo, ha buone chance di salvarsi, se si unirà ad altri loro simili, individui capaci di pensiero critico, cioè con una testa pensante, per costituire entità grandi che, proprio perché grandi, potranno sfruttare il sistema finanziario attuale per raggiungere un livello di arricchimento economico tale da poterli far entrare nel club di coloro che vivono al di sopra della legge, quelli cioè che non dovranno sottomettersi e adeguarsi al nuovo sistema, alle nuove leggi e alle nuove regole limitanti e schiavizzanti, a cui dovranno adeguarsi e sottomettersi le masse, gli schiavi.

Si chiama schiavitù moderna, ed è la condizione in cui vive oggi il 90 percento della popolazione mondiale.

Siamo alla fine di un ciclo durato quasi cent’anni, attraverso il quale miliardi di uomini in tutto il mondo sono stati trasformati in schiavi ubbidienti e non rivoltosi, schiavi che stanno per perdere la sovranità individuale, la sovranità “divina”, passatemi il termine, cioè la libertà di decidere e di fare, nel mondo, secondo il proprio credo e le proprie capacità.

Con la scusa di una pandemia virale, hanno creato un problema per il quale poi proporranno una soluzione. La massa, incapace di pensiero critico, dopo essere stata terrorizzata da un nemico invisibile e inesistente, accetteranno la soluzione proposta, che consiste nell’accettare vaccini che distruggono il sistema riproduttivo e nell’accettare l’impianto sotto cutaneo di strumenti tecnologici che saranno la conclamazione della perdita della sovranità. Questi strumenti daranno il potere ai padroni di fare di noi tutto quello che vogliono, anche di farci ammalare e di impedirci di fare la spesa e di usufruire dei servizi pubblici, centri medici e ospedali compresi.

Concludo ripetendo, che la soluzione c’è ma può essere attuata autonomamente solo se si hanno importanti capitali da investire in imprese (solo piccole e medie imprese, non investendo in borsa) e solo se si hanno aziende con eccezionali potenzialità di crescita. Chi non ha né aziende né capitali, può salvarsi solo unendosi ad altri, secondo la filosofia dell’unione fa la forza.

Cordiali saluti,

Gabriele Cripezzi