Umanistica

Il Successo

Tutti vogliono essere persone di successo ma pochi sanno come si diventa persone di successo.

Prima di tutto, cos’è il successo, e quando un individuo può definirsi una persona di successo?

Earl Nighitingale, un autore e mentore americano, diceva che “il successo è il progressivo realizzarsi di ideali di valore”. Qualcun altro, di cui non ricordo il nome, diceva che il successo è il conseguirsi di fallimenti senza perdere l’entusiasmo.

Entrambe le visioni e concetti sono molto belli e detengono molta verità, ma sono vaghi, perché non dicono quali sono gli ideali di valore e non insegnano cosa farsene dei fallimenti. Cercando di raggiungere una definizione di successo più precisa e meno vaga, diciamo che il successo è una condizione. oggettiva e percepita, conseguente al rendersi conto di avere una vita soddisfacente, cioè piena di soddisfazioni, una vita che ci fa sentire e ci fa vedere agli occhi degli altri, soddisfatti e fieri di quello che facciamo, una soddisfazione derivante dal fatto che ci rendiamo conto di essere utili a noi stessi e anche agli altri. Si, perché come diceva Aristotele, siamo “animali sociali”, cioè entità che debbono preoccuparsi degli altri, della società in cui vivono, non solo a se stessi.

Il concetto di Aristotele non mi piace, perché non siamo animali. Benché il meccanismo biologico ci accomuni con tutti i mammiferi, non siamo animali, siamo molto di più, e se continui a leggere capirai come e perché.

Il successo è, quindi, uno status, che ci riconosciamo e che ci viene riconosciuta dagli altri. Un individuo può definirsi di successo e viene considerato una persona di successo, quando riesce a procurasi le cose che gli occorrono per stare bene, compreso il riuscire ad essere utile agli altri, alla società in cui vive.

Al mondo d’oggi, avere successo implica l’essere liberi. Sono poche le persone che possono dire di essere veramente libere, al mondo d’oggi. Sono meno del 10% e quanto segue sono le basi per entrare a far parte di loro, il che significa diventare parte del club dei liberi, ma anche dei benestanti e dei felici.

Il successo di una persona parte dalla qualità delle interazioni e dal valore delle cose che scambia con altri, con tutto quello che lo circonda, persone, animali e cose. Maggiore è la qualità di interazioni e più valore scambia, più benessere produciamo, per noi, per gli altri e per tutto quello con cui abbiamo a che fare, dalla mattina quando ci svegliamo, alla sera quando andiamo a letto.

All’aumentare della qualità delle interazioni e del valore delle cose scambiate, aumentano le possibilità di successo nella vita, perché aumentano le soddisfazioni e aumenta la nostra utilità nel mondo.

Il mondo è diviso in due categorie di persone, i benestanti e i sofferenti. I primi sono il 10% della popolazione mondiale che vive nel lusso e che con il passare del tempo riesce a vivere in condizioni sempre più agiate, oltre che sempre più liberamente, i secondi sono il 90% della popolazione mondiale, che si deve accontentare di sopravvivere con poco o nulla, e che con il passare del tempo va a stare sempre peggio, sempre più controllati e con sempre meno libertà. Siamo al punto in cui possiamo dire, senza paura di essere contraddetti, che il mondo è oggi diviso fra liberi e schiavi, cioè individui, pochi, che vivono al di sopra della legge e altri, la stragrande maggioranza, che esistono nell’interesse di altri più che nel proprio.

I dati sulla distribuzione della ricchezza [12] dimostrano, in soldoni, la situazione appena descritta, cioè quella dei due mondi: il 10% della popolazione possiede il 90% della ricchezza totale della Terra, il che significa che tutti gli altri, cioè al 90% della popolazione, debbono spartirsi il misero 10% della ricchezza, cioè le briciole. Mentre un piccolo gruppo di persone, l’élite di benestanti, si crogiola nel lusso, tutti gli altri, la massa, si azzuffano l’uno con l’altro, come topi, per accaparrarsi le briciole.

Due mondi sullo stesso pianeta, quello dei topi schiavi e quello dei liberi e benestanti. Possiamo bestemmiare quanto vogliamo, ma questa è la realtà del mondo in cui viviamo, e l’unico modo per poter risolvere la condizione di schiavitù, è quella di entrare a far parte del 10%, perché niente e nessuno cambierà mai il Sistema, cioè il meccanismo su cui funziona il mondo.

C’è un solo modo per entrare a far parte del 10%, ed è un modo che nessuno, fra quei pochi che lo conoscono, dice ad altri. Questo perché richiederebbe la divulgazione di alcune informazioni che debbono essere tenute nascoste alle masse, alla gente, a tutti coloro che, cioè, non hanno né l’intelligenza per capire, né i mezzi per fare quello che c’è da fare per fare il passaggio.

Sono uno dei pochi che sanno tutto quello che c’è da sapere, l’unico che ti può aiutare se parli solo italiano e se non hai contatti importanti nel mondo dell’élite imprenditoriale e governativa (che poi sono la stessa cosa, perché lo Stato sono le Big Corporation e le banche).

Tornando al successo… Non ci si può considerare persone di successo se non siamo liberi di pensare, di parlare e di agire. Non possiamo ritenerci persone di successo se facciamo parte del mondo della massa (90%), perché la massa è schiava, e gli schiavi non sono persone di successo. Devi diventare un libero per poterti considerare una persona di successo, e io sono l’unico che ti può aiutare a diventarlo.

La prima cosa che devi imparare, è che la libertà è una cosa che ci si deve guadagnare. Non esiste nessuno diritto, esistono doveri. Ogni essere umano nasce con dei doveri ben precisi, senza alcun diritto, se non finché siamo bambini, cioè fino a che non siamo in grado di prenderci cura di noi stessi. Più bravo sei a far fronte a quei doveri, più libertà ti verrà concessa. Questo è il primo principio che devi imparare, il principio alla radice della tua esistenza e dell’esistenza di ogni essere umano.

Non sei al mondo per essere coccolato, sei al mondo per contribuire, per apportare, per dare.

Il secondo principio che devi imparare è quello della reciprocità, che dice che ti devi dar da fare per dare il meglio di te nel mondo, così da ottenere il meglio in cambio dalla vita.

Quali sono i tuoi doveri, cos’è il meglio di te e cosa puoi ottenere in cambio dalla vita? Il dovere primario, quello più importante, è quello di contribuire al progresso della società in cui vivi. Molte persone che si impegnano a contribuire al progresso sociale, diventano contributori al progresso dell’umanità.

Il 10% di cui sopra è composto da persone che contribuiscono moltissimo al progresso dell’umanità, motivo per cui hanno il potere assoluto, su tutto e su tutti sulla Terra.

Il meglio per te sono le cose che pensi ti servono per stare bene. Fra le tante cose che pensi ti possano servire, una su tutte è la libertà, perché la libertà è una condizione essenziale alla felicità. La felicità è l’obiettivo di ognuno di noi. Ogni essere umano ambisce a vivere felicemente, un obiettivo che fa di te un uomo di successo.

La felicità è il benessere alla massima espressione, cioè quanto te ne serve per stare bene, protratto nel tempo. Quando il benessere dura poco, si chiama gioia. Per chiamarsi felicità, deve durare nel tempo. Da qui la formula matematica. F = Bx (t)

Un’altra cosa che ti serve per stare bene è la soddisfazione. Il tuo io deve sentirti soddisfatto, un sentimento conseguente alla consapevolezza dell’essere utile a te stesso e agli altri, perché siamo entità sociali.

Non esiste poter essere veramente soddisfatti di noi stessi, se non siamo consapevoli di essere utili anche ad altri, cioè a coloro che dipendono da noi e quelli con cui condividiamo il territorio e la vita, cioè la società in cui viviamo. Siamo nel XXI secolo, in piena era di globalizzazione, in un era in cui si parla di governo globale, quindi il territorio si chiama mondo e la società in cui vivi su chiama umanità

Vuoi essere felice? Devi essere consapevole di essere capace di procurarti le cose che ti servono per stare bene e devi anche essere consapevole di essere utile al mondo. Quando avrai questa consapevolezza, sarai un libero e sarai felice.

Queste sono le basi di partenza per diventare parte del 10%, le basi di partenza per uscire dal mondo degli schiavi e dal Matrix.

Dopo aver capito tutto questo, il secondo passo è quello di imparare a interagire ad alto livello e scambiare molto valore con altre persone e con l’ambiente che ti circonda, perché è da qui che parte il tuo cammino verso la grandiosità, verso il diventare un grande contributore al progresso. Più alto è il valore delle tue interazioni e di scambi con altri, più contribuisci al progresso.

Il livello di contribuzione al progresso dell’umanità è direttamente proporzionale al livello di produttività. Produrre è il senso della vita. Più produciamo, meglio stiamo e più contribuiamo al progresso.

Il 10% di cui sopra produce moltissimo, il 90% produce pochissimo. I primi contribuiscono moltissimo al progresso, i secondi sono considerati una zavorra al progresso, una zavorra che deve essere eliminata, motivo per cui… il Grande Reset, le pandemie e i vaccini, le diete a base di insetti e molto altro.

Se produciamo poco, o non abbastanza quanto richiede il progresso dell’umanità, veniamo privati della libertà, quindi della possibilità di prosperare, quindi di definirci umani. Questo perché l’aspetto principale che contraddistingue la vita degli uomini da quella degli animali, è l’interesse a prosperare.

Prosperare significa migliorare sempre più le proprie condizioni di vita, che è la conseguenza del ridurre sempre più gli sforzi per procurarci quello che ci server per stare bene. Quando si riesce a ridurre sempre più gli sforzi per procuraci quello che ci serve per stare bene, si migliorano le proprie condizioni di vita, quindi si prospera.

Una condizione in cui non siamo liberi di fare quello che possiamo per prosperare, è una condizione di sopravvivenza, non di prosperità, il che non è una condizione di vita da esseri umani, ma da animali. In una condizione di sopravvivenza, la vita non ha senso, perché vivi come un animale, non come un uomo. Per questo motivo, produrre è il senso della vita. Se produci parecchio prosperi, e la tua vita ha un senso (umano) mentre se non produci abbastanza puoi ambire solo alla sopravvivenza, il che significa che vivi (sopravvivi) come un animale. Se non vivi sotto l’insegna della prosperità, la tua vita non ha senso, perché sei nato uomo.

Ogni volta che senti dire le persone parlare di sopravvivenza, senti parlare animali, non uomini. Vuoi vivere libero e felicemente? Parla di prosperità.

Queste sono le basi per la vita alla massima espressione. Se vuoi diventare una persona di successo nel XXI secolo, il secolo in cui miliardi di persone perderanno i così detti “diritti” e solo ad alcuni verrà concesso di vivere liberamente, devi diventare un artista della vita alla massima espressione, perché questo è quello che sono quei pochi a cui è consentito vivere liberamente e sotto l’insegna della prosperità. E’ essere artisti della vita alla massima espressione che fa di questi pochi degli uomini che contribuiscono molto al progresso dell’umanità. Sono super produttori, perché artisti della vita alla massima espressione.

Vivere alla massima espressione significa essere capaci di sfruttare al massimo il potenziale umano, così da potersi procurare tutto quello che ci serve per star bene, mentre allo stesso tempo si creano le condizioni affinché anche altri possano fare altrettanto.

Si sfrutta al massimo il potenziale umano, quando si conoscono le regole della vita dell’uomo, quello per cui è sulla Terra, il significato della sua vita. Si sfrutta al massimo il potenziale umano, quando siamo super preparati su materie umanistiche.

Devi diventare un umanista, anzi, devi puntare a diventare il più grande umanista, perché quello che puoi raggiungere nella vita è sempre meno di quello a cui ambisci. Quindi, ambisci al top, per raggiungere quel qualcosa al di sotto che è sufficiente per avere una vita sotto l’insegna della libertà, della prosperità e, quindi, del successo.

Queste sono le basi che accomunano uomini e donne. Da qui in poi, cioè da qui, che è la radice di tutto, in su, le cose da sapere e su cui prepararsi differiscono per le donne e per gli uomini, perché le donne e gli uomini hanno esigenze diverse e ruoli diversi nella società, benché abbiano gli stessi obiettivi, cioè la libertà, la super contribuzione al progresso e la felicità.