Gli imprenditori cambiano il mondo

Imprenditoria e imprenditori

Cos’è un impresa e cos’è un imprenditore?

Un’impresa è un insieme di risorse gestite al fine di raggiungere un obiettivo prestabilito. All’aumentare di risorse di valore corrisponde la velocità di raggiungimento di tali obbiettivi. Un imprenditore è, quindi, un’individuo che sa riconoscere e sa costruire valore nelle aziende.

Le parole chiave qui sono valore e obiettivi.

Dall’avvento della globalizzazione, fare business è diventato molto più difficile, ma anche molto più remunerativo. Riuscire a creare valore aziendale oggi significa poter ambire a introiti dieci volte superiori a quelli a cui potevamo ambire fino a soli 20/30 anni fa. Purtroppo per le società, gli imprenditori competenti e capaci oggi sono molto pochi, e questi fanno soldi anche mentre dormono. E’ tutto per colpa, o grazie, al capitalismo fondamenta del sistema bancario che stabilisce l’andamento dell’economia, o meglio delle economie, di tutto il mondo. Se è vero che il capitalismo è una ghigliottina sul collo della gente, è anche vero che è una manna per chi lo conosce e lo sa sfruttare nel proprio interesse. Gli obiettivi raggiungibili attraverso lo sfruttamento del sistema finanziario (le banche) sono stratosferici, e solo chi lo sa fare può considerarsi un vero imprenditore.

Le informazioni disponibili oggi in rete sono così tante e anche molto approfondite, che la maggior parte delle persone hanno finito per sottovalutare l’importanza di alcune e sopravalutare l’inutilità di altre. Nell’era dell’informazione, saper distinguere le informazioni valide dalle manfrine inventate a fini speculativi è roba da super intenditori. Il tempo che occorre per arrivare a saper fare la giusta distinzione fra i due tipi di informazione è così tanto che quando ci si arriva, se ci si arriva, è già troppo tardi. Per questo motivo, l’élite super preparata e super competente, diventa sempre più ricca e guadagna sempre più potere su tutti gli altri, il 90% della popolazione che diventa sempre più povera.

La difficoltà ed il livello di preparazione necessari oggi per poter ambire al successo, imprenditoriale e individuale, è di molto superiore a quella che era necessaria fino ai primi degli anni ’90. Da allora, l’Italia e il mondo sono cambiati così tanto che la stragrande maggioranza delle persone non si è accorta di nulla, non è stata cioè in grado di riconoscere i cambiamenti, che sono stati drastici a livello sia governativo che finanziario. Questo impedisce alla gente di riconoscere il valore nelle risorse e questo significa perdita di tempo e di denaro che si traduce in fallimento.

Siamo vittime di un sistema che punta ad impoverirci sempre di più. Si tratta di un sistema che ricorre anche alla sostituzione dell’utile con l’inutile nelle nostre menti. La gente è disorientata, sbandata, senza direzione e educata a vivere alla giornata o a fare programmi a breve scadenza. Una mente bisognosa di soddisfazioni e risultati immediati è una mente incompatibile con gli obiettivi importanti raggiungibili con investimenti a medio o lungo termine.

La distribuzione della ricchezza è la dimostrazione di tutto questo. Un piccolo 10% di popolazione mondiale eccellente e di successo che si arricchisce sempre di più ogni anno che passa, mentre tutti gli altri, i mediocri, i viziati, i bambini in corpi di adulti demoralizzati e stuprati nell’anima diventano sempre più poveri.

Saper riconoscere risorse di valore e costruire valore aziendale è importante ai fini di sfruttamento del sistema finanziario.

Il mondo, o meglio i due mondi, corrono su due economie: quella del lavoro e quella del ritorno dagli investimenti. La prima è quella del mondo delle masse, ed è in continua discesa, mentre la seconda è quella dell’élite ed è in continua crescita. Il segreto per la prosperità e per il benessere economico è nel riuscire a correre su quella del ritorno dagli investimenti. Ci si riesce sfruttando il sistema finanziario, basato sul capitalismo, e per farlo occorre saper raggiungere obiettivi importanti in breve tempo e saper costruire valore aziendale, un valore che deve essere usato come leva per ottenere soldi dalle banche. Solo così ci si arricchisce, creando debito (sano) con le banche, nostre socie. Chi non lo sa fare, viene derubato anche fino ad un 70% della propria produttività, dallo Stato (le banche) attraverso le tasse.

Le banche prestano soldi solo a imprenditori capaci e competenti. Il 95% delle Startup chiude entro i primi 5 anni, non perché mancano le idee valide ma perché manca competenza imprenditoriale. Le banche sono gli istituti che mettono in circolo moneta attraverso i prestiti, aspettandosi interessi che possono provenire solo da chi le aziende le fa produrre. L’incompetenza imprenditoriale è il male del nostro paese, ma anche il male di tutto il mondo.

Se è vero che gli imprenditori cambiano il mondo, allora credo che la cosa più importante per evitare la fine del topo è quella di innalzare la competenza imprenditoriale fra i titolari di piccole e medie imprese, perché sono queste che fanno l’economia di un paese.

 

 

 

 

Gabriele Cripezzi

Business developer ed esperto di marketing, specializzato in comunicazione applicata alle produzioni multimediali. Ex impiegato dell'élite, dopo aver scoperto cosa c'è sotto le loro apparentemente benevole intenzioni, lascia l'ambiente élite rinunciando ad offerte di posizioni direzionali in aziende molto note, per dedicarsi alla piccola e media impresa come consulente e come imprenditore.

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