Umanistica

La Felicità

La felicità è una condizione psico-emotiva risultato del benessere alla massima espressione, protratto nel tempo. F = B^X (t)

la X rappresenta la soggettività di ogni individuo, cioè a quanto ognuno di noi ha bisogno per stare bene. la T è fra parentesi, perché è una funzione; cioè… la felicità è lo star bene, in funzione del tempo, che significa che per poter dire di essere felici, dobbiamo esserlo per un certo tempo. Quando il benessere dura poco, possiamo parlare di gioia, non di felicità.
Per sapere se sei felice, fai un’elenco di tutto quello di cui hai bisogno per stare bene e per sentirti soddisfatto della tua vita e di te stesso, ma in quella lista non dimenticare di includerci la libertà. Se non sei libero, non puoi dire di essere felice, perché la libertà è una condizione essenziale alla felicità.
Se sei stato recluso ai domiciliari all’inizio del 2020 (lockdown) senza aver commesso alcun crimine, allora fai parte della massa che non libera. Sei un istituzionalizzato, cioè una persona che vive di conseguenza al volere dello Stato, che attraverso le istituzioni ti impedisce di vivere al massimo delle tue potenzialità. Sei vittima del Matrix, e quindi sei intrappolato in una gabbia invisibile, in cui ti è consentito il minimo dell’azione, quella sufficiente a poter garantire ai tuoi padroni la produttività a loro utile per stare bene. Ti lasciano un po’ di briciole di quello che produci, ma il grosso se lo godono loro, senza che tu ti accorga di nulla, perché sei condizionato psicologicamente a credere di essere libero e di avere una vita, che in realtà non hai (effetto Matrix).
Se sei parte degli istituzionalizzati, non sei felice, hai solo l’illusione di poterlo essere, un’illusione risultato dell’indottrinamento a credere che sei molto e che hai molto, mentre invece non hai nulla, nemmeno l’amore.