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La Guerra Psicologica

La guerra psicologica è una guerra a colpi di propaganda mediatica e sostanze chimiche, attraverso la quale miliardi di persone sono state ridotte ai minimi termini, sotto l’aspetto delle capacità intellettuali e mentali in genere, in particolare sotto l’aspetto delle capacità di pensiero critico.

Reinhold Neighbor e Noam Chomsky hanno scritto due libri, Moral Man and Immoral Society e La Fabbrica del Consenso, in cui spiegano molto bene il significato di condizionamento psicologico e di rincretinimento delle masse, e Yury Bezmenov ha scritto un libro intitolato Love Letter to America, in cui spiega l’effetto della menzogna sulla psicologia delle persone, nonché come i paesi di tutto il mondo sono stati sovvertiti ideologicamente, cioè senza bisogno di bombe e pallottole.

La guerra psicologica è stata una guerra che è durata quasi un secolo, cioè dalla fine della seconda guerra mondiale, ed è stata una guerra coordinata dal reparto PSYOPS della CIA, una guerra di cui la gente è stata vittima per tutta la vita, ma di cui non sa nulla.

Le conseguenze di questa guerra sono quelle che molti chiamano effetto Matrix, cioè lo stato di prigionia mentale all’interno del quale sono rinchiuse miliardi di persone in tutto il mondo, quelli che stanno per perdere tutti i diritti, perché diventati risorse umane inutili e obsolete, e quindi eccessivi consumatori che sono considerati una zavorra al progresso dell’umanità, una zavorra da eliminare e che verrà eliminata, secondo il piano dell’Agenda 21.