Un mondo sta per finire, uno nuovo sta per cominciare.

Nel nuovo mondo, cose come libertà, benessere, prosperità e anche amore, saranno un lusso per pochissimi, per un élite di benestanti molto ricchi, prima di tutto sotto l’aspetto spirituale. Nel nuovo mondo, le masse, potranno ambire solo alla sopravvivenza, saranno controllate in tutto e per tutto e saranno oppresse da un regime dittatoriale senza precedenti.

Siamo alla fine di un ciclo durato quasi cent’anni, passato sotto l’insegna della menzogna e dall’inganno, e siamo all’inizio di uno nuovo sotto l’insegna dall’oppressione e dalla tirannia.

Le masse sono spacciate, ma alcuni possono ancora salvarsi. Questi pochi sono quelli che saranno disposti a rimettere in discussione molto di quello che hanno imparato nel corso della loro vita e che riusciranno a ricominciare da capo, sostituendo le menzogne con le verità che permettono all’uomo di vivere alla massima espressione.

“I soldi non sono tutto”. E’ vero. La ricchezza economica è quella meno importante e quella più facile da raggiungere, dopo aver raggiunto un altro tipo di ricchezza, quella spirituale.

Siamo vittime di un piano che punta ad impoverirci sempre di più, nello spirito prima che nel portafogli. E’ un piano ideato e messo a punto fra la prima e la seconda guerra mondiale da parte di un gruppo di ebrei filo-marxisti, che avevano come obiettivo quello di dominare il mondo. E’ stato un piano che ha richiesto un secolo di investimenti e di minuzioso lavoro, ma ci sono arrivati. In meno di cent’anni, sono arrivati a conquistare tutti i mercati e tutte le economie di tutti i paesi del mondo, ma anche di tutte le risorse sulla terra, uomini compresi. Hanno conquistato tutto, sfruttando al massimo la conoscenza della mente umana, riuscendo a programmare miliardi di persone a esistere nell’interesse di altri più che nel proprio. Una programmazione mentale e spirituale a colpi di menzogne divulgate attraverso i mass-media, i libri di testo, la musica, il cinema e anche attraverso le istituzioni, il tutto coadiuvato dall’uso di agenti chimici che ci hanno debilitato nelle nostre facoltà mentali e intellettuali, un danno che può essere risanato, attraverso l’acquisizione di verità che ci sono state nascoste per tutta la vita, verità su materie di fondamentale importanza su come ci si crea benessere a tutto tondo.

Mi chiamo Gabriele Cripezzi. Sono un ex membro dell’élite governativa e imprenditoriale, conosco il piano di cui sopra nei minimi dettagli, conosco le tecniche di programmazione mentale di cui le masse sono state vittime e conosco le verità che sono state tenute nascoste per tutto un secolo, verità risultato di scoperte che hanno permesso all’uomo malvagio di impossessarsi delle anime di miliardi di individui su tutto il pianeta.

Sono tornato in Italia quattro anni fa, dopo vent’anni passati fra agenzie governative, conglomerato mediatico e multinazionali, per informare e preparare gli italiani a salvarsi da quello che può essere considerato il problema più grave che l’umanità si sia trovato ad affrontare fin da dopo la seconda guerra mondiale, il Piano per il Nuovo Ordine Mondiale.

Quello a cui ogni essere umano punta è la felicità. Stare bene ed essere felici è l’obiettivo di ognuno di noi, un obiettivo che per il 90% della popolazione mondiale è un sogno che non si realizzerà mai, perché la massa è stata vittima di un inganno di stratosferiche dimensioni, su materie di fondamentale importanza per crearsi benessere e per prosperare.

La felicità è uno stato psico-emotivo risultato del benessere alla massima espressione. Meglio stiamo e meglio siamo in grado di far sentire altri, più probabilità avremo di essere felici. I nostri programmatori, i nostri padroni, non volevano che fossimo felici, non volevano che stessimo bene, perché se lo fossimo stati non ci saremo dati da fare per produrre per loro, per far stare bene loro. Allora ci hanno educati in modo da impedirci di dare il meglio di noi, per impedirci di ottenere il meglio dalla nostra vita. In altre parole, ci hanno minimizzati a livello mentale e intellettuale, per limitarci nelle nostre capacità produttive.

Produrre è il senso della vita. Più valore si riesce a creare e a scambiare, più benessere siamo in grado di produrre, per noi stessi e per altri. Limitare le persone nelle loro capacità produttive significa impedire alle persone di vivere alla massima espressione, e significa impedire alle società di svilupparsi e di evolversi nel benessere.

Avete mai sentito dire che il progresso tecnologico avrebbe permesso agli uomini di produrre molto di più e stare molto meglio, lavorando molto meno? E’ esattamente quello che è successo, ma è successo solo a pochissimi, a quelli che sanno le verità su come funziona il mondo, su come funziona l’universo, su come si vive alla massima espressione.

Siamo stati vittima di un piano che ha puntato a cambiarci il senso della vita, da produrre per noi a produrre per loro. Siamo stati educati a spaccarsi la schiena per far stare sempre meglio loro, convinti del contrario, cioè che lo stavamo facendo per noi stessi e per i nostri figli. Qui sta l’inganno, l’inganno globale, perché ha riguardato tutti gli uomini in tutto il mondo.

Ci hanno inculcato un credo maligno nelle nostre menti, per impedirci di produrre al massimo delle nostre potenzialità, a livello individuale, il che avrebbe significato produrre molto come collettività, per loro, per il loro benessere.

La buona educazione se la sono tenuta per loro, per i loro discendenti, per i loro discepoli, ed è per questo motivo, che nel passare degli anni, sempre meno persone sono riuscite ad accumulare sempre più ricchezze, mentre sempre più persone hanno dovuto imparare ad accontentarsi di sempre meno. In Italia siamo passati in trent’anni dall’essere in grado di crescere una famiglia con il reddito di una persona, all’essere impossibilitati a farlo con il reddito di due persone. In meno di trent’anni siamo passati dal lavorare per vivere a vivere per lavorare.

L’evoluzione della distribuzione della ricchezza mostra quanto sia stato grande il danno. La popolazione mondiale è stata divisa in due mondi molto distanti fra loro. Un’élite di benestanti che diventavano sempre più ricchi ogni anno che passava, mentre la gente, il 90% della popolazione mondiale, diventava sempre più povera e stava sempre peggio. Siamo arrivati al punto in cui un terzo della popolazione mondiale vive sotto la soglia della povertà.

Se fossimo in molti ad agire in un ben preciso modo, sotto un ben preciso piano, che conosco e che sono disponibile a condividere con altri, allora potremmo anche sperare di ripristinare gli equilibri della distribuzione della ricchezza, il che significherebbe contrastare il dominio delle multinazionali padroni del mondo. L’unione fa la forza, ma è un unione che non credo sia possibile, perché sembra che le persone capaci di capire, capaci e volenterose siano troppe poche.

Un caro saluto,

Gabriele Cripezzi


 

Commenta