Lettera agli Imprenditori Elite

Cari colleghi, italiani e non,

è giunto il momento che prendiamo coscienza di quello che sta accadendo, di quello che abbiamo contribuito a far succedere, e dobbiamo organizzarci per rimediare. Dobbiamo fare in modo che quei pochi che possono fare, perché hanno caratteristiche tali da poter rientrare fra gli eccellenti, facciano molto, e bene. Dobbiamo creare le prerogative affinché questi pochi, riescano a chiamarsi fuori dal finire schiacciati dal Sistema, quel Sistema che noi abbiamo sfruttato e aiutato altri a sfruttare, perché abbiamo raggiunto un livello di squilibrio molto pericoloso fra la produttività e il consumismo.

Dobbiamo smettere di dare priorità ai nostri figli, nipoti e parenti vari, solo perché parenti, perché come abbiamo visto, nella stragrande maggioranza dei casi sono incapaci. Dobbiamo cominciare a promuovere, supportare e formare chi merita veramente, se vogliamo davvero continuare ad esistere. Questo non è un appello alla vostra generosità, ma al vostro egoismo, ma anche alla vostra intelligenza. Siamo pochi in grado di capire la gravità della situazione e cosa veramente ha portato l’umanità a raggiungere questo livello di degrado, ma siamo sufficienti per poter innescare una rivoluzione intellettuale e imprenditoriale, che significherà molte soddisfazioni per noi, ma anche per molti altri, soddisfazioni sia di tipo economico che morale. Siamo al punto di non ritorno, oltre il quale molti fra i benestanti spariranno dal panorama produttivo, perché non abbastanza in alto a livello spirituale. L’élite governativa, sapete a chi mi riferisco, non transige sulla spiritualità, hanno rispetto e riguardo solo per chi è a loro livello, mentre disprezzano tutti quelli al di sotto di una certa soglia di sapienza e competenza su materie umanistiche e universali. Molti di voi non sanno nemmeno a cosa mi riferisco, ma altri si. Questo appello è rivolto a entrambi i gruppi. Il mondo, lo sapete, non si può salvare, ma ci sono ragazzi giovani e meno giovani, che non si meritano di fare la fine del topo, non si meritano cioè di fare la fine a cui sono condannate le masse. Sapete benissimo quanto sia facile per questi pochi, apprendere quello che serve per fare molto e bene. Sono eccellenze, che meritano il nostro aiuto e supporto.

Nel mondo che verrà, essere bravini o bravi non basterà a vivere in libertà, e senza libertà, lo sapete, non può esserci felicità. Libertà e felicità saranno un lusso per pochissimi, per quelli che sapranno vivere alla massima espressione, che non è altro che la conseguenza del saper creare e scambiare molto valore, in tutti i sensi, non solo in senso economico.

E’ un dovere morale, quello dell’uomo, di creare e costruire, e voi lo sapete. Questo è quello che spinge l’uomo a imprendere, ma oggi non si costruisce più. Quello chela stragrande maggioranza delle persone fanno, milionari e gente indistintamente, è profittare approfittandosi. I mercati e la produttività è rivolta a soddisfare esigenze artificiali, inculcate nella mente delle persone per creare una domanda spropositata alle esigenze vere, cioè quelle che portano soddisfazioni vere all’uomo. Lo sappiamo, abbiamo creato un mondo di zombie telecomandabili, per eliminarli come concorrenti e per renderli consumatori di quello che produciamo noi, nelle multinazionali e noi delle grande marche. Ma siamo arrivati ad un punto in cui tutto quello che abbiamo fatto ci si sta rigirando contro, e credo sia arrivato il momento di darsi da fare per ripristinare gli equilibri, ormai sballati, fra produttività e consumismo, affinché un altro ciclo inizi, prima che sia troppo tardi. Non si tratta di fare i benefattori, si tratta di prendere coscienza del fatto che se non interveniamo noi, a livello imprenditoriale, e dando il buon esempio anche ad altri che stanno ricoprendo cariche istituzionali di rilievo, poi non ci sarà più nulla da fare, più nulla da costruire, più niente su cui profittare. Non sto invocando una riprogrammazione genetica dell’essere umano, non sto nemmeno cercando di ricorrere alla filosofia di Robin Hood, sto semplicemente dicendo che il mondo sta andando a rotoli per colpa della stupidità di troppi, una stupidità che voi, che godete di popolarità, potrete risanare, anche se di poco, per far si che il mondo possa continuare a darci l’opportunità di fare, di creare, di produrre e di scambiare in modo più decente, perché lo sapete, la parola chiave che meglio rappresenta la situazione attuale, è indecenza. Siamo all’indecenza nei rapporti umani, nella gestione delle persone e perfino nella capacità di creare economia. Lo sapete, le persone in cariche istituzionali, anche quelle di basso livello, come nei comuni e nelle provincie, sono ricoperte da mediocri che niente sanno di cosa significa gestione e sviluppo. Questo vale anche per le istituzioni private, come le varie confederazioni di commercianti e artigiani.

Lasciai l’Italia nel 1997, quando Prato era ancora dei pratesi, per fare ritorno nel 2016 e ritrovarmi in un paese allo sbando, senza direzione, dopo vent’anni passati a sentire parlar male degli italiani e di quanto mediocri ci considerano come imprenditori e come popolo in generale. Il mio voler dimostrare che non era così, era uno stimolo ulteriore all’apprendimento e all’azione, ma diciamoci la verità… gli italiani stanno all’imprenditoria come mia nonna sta al salto con l’asta. Siamo la barzelletta del mondo e sta cosa a me fa incazzare tremendamente. Mi fa incazzare perché sono italiano, non perché non sia d’accordo che sia così. E’ così, c’è poco da dire, ma c’è molto da fare. Quello che possiamo e dobbiamo fare, è prendere in mano le redini di tutto, ristrutturare il paese a partire dall’informazione e dalla formazione. La gente non è diventata mediocre per questioni di genetica o di mancanza di stimoli, ma perché è stata educata nel modo sbagliato, e i motivi, lo ripeto, sono di concorrenza, di aumento di risorse umane a basso costo e anche di dominio. Gli psicopatici con manie di dominio li conosciamo, io li conosco, e immagino li conosciate anche voi, e questi sono lì che dicono “hey… noi vi abbiamo dato gli strumenti, voi li avete usati a cazzo di cane, e questa è la conseguenza. Adesso venite qui a piangere di rimediare? Rimediate voi!” – Queste sono le parole che mi sono state dette, in faccia, quando parlai con quelli lassù, che forse anche voi conoscete. Quello che risposi fu: “ok, io me ne vado, vado a rimediare”. Non la presero bene, perché quando investono così tanto su di te e poi ti perdono, gli girano le palle, e quindi mi hanno fatto quello che hanno fatto a tutti gli altri che hanno mollato, mi hanno trasformato in una “non persona”, azzerato in tutto, ma non nelle mente, non nello spirito. Cosa posso fare da solo? Nulla. Posso avviare un movimento politico? Certo che si. Godo di ottima credibilità e sono un esperto di comunicazione, quindi si, potrei, me lo hanno proposto, ma non lo faccio. Se lo facessi sarei un coglione, perché il tempo in cui si poteva sfruttare la politica per crearsi benessere e privilegi sociali è finito. I politici stessi non lo sanno che hanno le ore contate, ma di questo non ne parlo, tanto non serve a nulla, non capirebbero nemmeno loro che sono i diretti interessati, gli useful idiots. Quello che posso fare è qualcosa di grande, ma solo se lo faremo insieme.

Gli imprenditori cambiano il mondo, lo hanno cambiato sempre, a volte in meglio a volte in peggio, e ora credo che si debba cambiare di nuovo, prima che sia troppo tardi. Dobbiamo unirci per cambiarlo un’altra volta, almeno in parte, almeno per alcuni, per i capaci, sperando nel ripristino degli equilibri di cui sopra. Io non ho capitali finanziari, ma ho un’altro tipo di capitale, quello intellettuale, che è quello che mi ha permesso di arrivare fino ad aver a che fare con quelli in cima, senza dover vendere l’anima al diavolo, cosa che, a loro dire, non era mai successa prima, specialmente da parte di un non discendente di linea di sangue. Ho fatto un miracolo una volta, raggiungendo un obiettivo che tutti dicevano era impossibile da raggiungere, e sono convinto di poterne raggiungere un altro, con la collaborazione di altri che sanno come funziona il mondo per davvero e che godono di popolarità e notorietà. Esistete, non dovete rendere conto a nessuno e nessuno vi potrà mai dare addosso, perché il messaggio che dovremmo inviare e la strategia che penso dovremmo usare, non darà noia a nessuno, anzi, l’opposto. Si, perché possiamo anche avere il supporto di quelli in alto lassù, e di questo ve ne posso dare la certezza.

Il giorno che lasciai i loro uffici era un giorno di Dicembre. A New York eravamo a 5° Fahrenheit (-15 Celsius italiani). Decisi di camminare nonostante il vento da nord che tagliava la pelle. Ero rimbacuccato nel cappotto con lo sguardo rivolto al marciapiede su cui camminavo, un paio di metri in avanti, tanto per vedere dove mettevo i piedi… quando alzo la testa per vedere a che punto ero, e vedo la bandiera italiana fuori dal negozio di Versace sulla quinta strada. Mi scesero le lacrime, al pensiero di quello che stava succedendo al mio paese, agli italiani, e mi sentivo piccolo e impotente, da solo, nonostante i quasi quindici anni passati negli ambienti dove viene deciso per tutto e per tutti sulla terra. Sono stato uno che ha servito il male, si, ma inconsapevolmente. Non sapevo niente del loro piano, non potevo immaginare quanto danno stavano causando al mondo, quelli a cui avevano dato quella “bacchetta magica” che io stesso avevo contribuito a costruire, convinto di farlo per fini di bene, di sviluppo e di crescita. Ed era così, fino ad un certo punto. Poi qualcuno si è fatto scappare il giochino di mano e ha finito per marciarci sopra, approfittandosi del danno psicologico e mentale causato sulla gente.

Io sono sempre stato dell’idea che ci deve essere un limite a tutto, e quello che è successo all’umanità e che sta per succedere, mi da ragione. Abbiamo pisciato fuori dal vaso, e ora dobbiamo rimediare.

Dobbiamo insegnare a quei pochi che possono capire, come si fa a vivere alla massima espressione e dobbiamo far capire a chi ricopre ruoli istituzionali che quello che stanno facendo è fottere se stessi, oltre che l’umanità, e dobbiamo dare loro un’alternativa valida, che sapete è quella di far capire quanto grande e potente è l’essere umano, perché solo così si renderanno conto che quello che fanno adesso è niente rispetto a quello che di grande possono fare. La gente è allo sbando, non sa più in cosa credere, e finisce per idolatrare ciarlatani che godono di credibilità solo perché gli viene dato spazio attraverso la TV e perché vengono affiancati da individui popolari, venditori di fumo che la gente compra come oro. Leggo e ascolto questi spacciatori di veleno per le menti dire cose assurde, che la gente apprezza e ammira solo perché accecati da un carisma conseguenza di una luce riflessa emessa da altri e dalla TV maligna. Gli idoli dei giovani sono dei criminali pagati per fottere le loro menti. “Che scempio”, vi ho sentito dire molte volte, in privato, ma vi andava bene così, perché… “meno concorrenti”, dicevate. Si è vero, meno concorrenti, ma la verità è che sono arrivati ad essere troppi pochi. Andiamo, ci sono soldi a volontà, ce ne sono per tutti… diamoci da fare per risanare un po’ la situazione, così che potremo continuare a produrre, alla grande.

La consapevolezza dell’io è la cosa su cui dovremo far leva, facendo l’opposto di quello che hanno fatto i programmatori (delle menti) alla gente, cioè far credere a miliardi di persone in tutto il mondo che erano delle formichine impotenti. Quando si renderanno conto di quello che significa UOMO, per davvero, lo sapete che effetto fa, e quello sarà l’effetto che dobbiamo fare sulla gente, oltre che su chi gestisce le vite dei cittadini, quelli che ricoprono cariche amministrative e gestionale nell’organigramma istituzionale.

Dobbiamo dare una sterzata al mondo, perché si sta dirigendo verso il burrone. So che può esser fatto, so come si fa, ma senza di voi non posso nulla.

L’Italia non può essere sinonimo di indecenza. L’uomo non può essere ridotto all’indecenza. Non si può, è proibito da Dio.